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Nel nostro anno - Il racconto di un'epoca

15.00 €
Prezzo scontato: 12.75 €
 - 15%

ISBN: 88-8229-898-2




Il primo ricordo di Paolo fu il cielo stellato. Alzò gli occhi in alto e rimase quasi senza fiato. Tutto quel nero – come un’immensa cappa – sembrò schiacciarlo. Ma le piccole luci brillanti come fiammelle lo incantarono.
La sua sensazione fu quella che con un dito potesse toccare quell’immensa volta luminosa…
Come chiamarla?
Si girò e chiese a suo padre: «Pa’, cos’è?».

«È il cielo Paolo… guarda com’è bello. E tutte quelle luci sono le stelle... Vedi, quella che luccica così forte è la stella polare e indica la strada alle navi e a chi si è perso. Anche i Re Magi la seguirono per andare a portare i doni a Gesù Bambino… E poi, vedi là, quella è Sirio, la stella più grande e brillante del cielo, bianca come un diamante».

Inizia in questo modo 1950, il secondo racconto de Il nostro anno, una sorta di viaggio alla ricerca di se stessi e di quello che ci circonda. Tra passato, presente e futuro, il libro si articola in due parti: Il volo della rondine e 1950.

Il volo della rondine rappresenta metaforicamente il nostro presente. Strutturato come racconto breve, mette in contrapposizione l’ordine naturale delle cose (quello delle rondini) con quello consumistico creato dall’uomo. Una famiglia di Balestrucci costruisce il suo nido all’interno di un villaggio turistico. Il nido viene però alla fine abbattuto e le rondini fatte fuggire. Ma la loro fuga è come un segnale e un avvertimento: bisogna tutti insieme fare qualcosa per porre un argine al depauperamento del nostro pianeta.

In 1950 il passato remoto si tramuta diventando futuro. Partendo dalla strofa di una delle più belle canzoni degli anni Ottanta (“1950” di Minghi): «Nel nostro anno tra la guerra e il Duemila», si cerca di ripercorrere, attraverso la descrizione dell’infanzia di Paolo passata nella masseria dei nonni, il senso dei cambiamenti e delle trasformazioni epocali che si sono succeduti dalla fine della seconda guerra mondiale ai nostri giorni. Paolo, il protagonista del racconto, si vede proiettato nel 2030 – quasi ottantenne – a riconsiderare la sua vita attraverso il colloquio pressante con la nipote sedicenne Asia. Si parte proprio dai primi anni della sua infanzia, passati in una masseria della Murgia pugliese. Come veri e propri affreschi, vengono tratteggiati avvenimenti, usi e costumi di una famiglia contadina di stampo patriarcale nei primi anni Cinquanta: quella dei nonni materni di Paolo. Vengono così rivisitati modi di fare, di pensare e di vivere di quegli anni, considerati in modo metaforico come trampolino di lancio verso il futuro e di tutto quello che succederà in seguito nel nostro Paese e all’intera Umanità.

Alcune pagine indimenticabili vengono dedicate alla vendemmia, alla mietitura, al rito della tarantolata, ai balli, alle feste e alle tradizioni delle nostre campagne pugliesi. Verrà descritta la grande nevicata del 1956 e la scuola degli anni Cinquanta. Alla fine del libro un post, una poesia scritta come un messaggio lanciato al futuro dei nostri giovani.















Da inserire:

  • Di: Caroli (Francesco)
  • Anno di edizione: 2010






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